Gay & Bisex
Il mistero Ep. 5
Kimboy74
10.02.2026 |
928 |
0
"Il segreto era fuori, ma l'energia – quel flusso di cazzi e umiliazione – ci aveva intrappolati in un ciclo erotico, proibito e irresistibile..."
Non potevo più ignorare quel bruciore persistente, un fuoco che mi divorava l'ano ogni volta che mi sedevo o mi muovevo troppo bruscamente. Dopo quel flashback dell'infanzia, che mi aveva lasciato con l'uccello duro e la mente confusa, decisi di affrontarlo con Marco. Ci incontrammo in un bar anonimo in periferia, lontano dalle nostre vite coniugali. Lui arrivò con il viso arrossato, gli occhi sfuggenti. 'Ho lo stesso problema,' confessò subito, ordinando una birra. 'Quel dottore... le sue battute mi ronza in testa. E quel marito, con quel mostro tra le gambe. Sembra che ci stia succedendo qualcosa di simile, ogni volta che usciamo con lui.'Parlammo per ore, mettendo insieme i pezzi: la barca, il concerto, l'ultima uscita a pesca a tre dove entrambi ci eravamo svegliati con l'ano dilatato e umido, come se qualcuno ci avesse versato dentro un carico di sperma. 'Dobbiamo scoprirlo,' dissi alla fine. 'Mettiamo una telecamera nascosta la prossima volta.' Marco annuì, eccitato e terrorizzato. Organizzammo un'altra gita in barca con quel tipo, il marito della migliore amica di mia moglie – lo chiameremo Luca, per comodità. Era un omone cordiale, con quel sorriso da venditore e un corpo da ex sportivo, ma ora sapevamo del suo cazzo deforme, nodoso come una radice, venoso e sproporzionato, grazie alle chiacchiere del dottore.
Partimmo all'alba, il lago calmo che rifletteva il sole nascente. Io e Marco avevamo nascosto una piccola telecamera nel vano portaoggetti della barca, puntata verso i sedili posteriori dove di solito ci sdraiavamo per il pisolino post-pesca. Luca guidava, chiacchierando di calcio e donne, ignaro. Pesca, birre, risate – tutto normale, finché il sole picchiò forte. 'Ragazzi, fate un sonnellino,' propose Luca, offrendoci una bottiglia d'acqua fresca. La bevemmo, e il mondo si annebbiò. Mi svegliai ore dopo, con la testa che doleva e un bruciore anale familiare, più intenso che mai: l'ano gonfio, appiccicoso, come se mi avessero sfondato senza lubrificante. Marco era uguale, pallido e tremante mentre tornavamo a riva.
Quella sera, soli nel mio garage, collegammo la telecamera al computer. Il video partì tremolante, ma nitido. Eravamo sdraiati sui sedili, russando sotto l'effetto di chissà che droga nell'acqua. Luca si fermò in mezzo al lago, spense il motore e si voltò verso di noi. Il suo sorriso era cambiato: predatorio, eccitato. Si slacciò i pantaloni, e lì c'era il mostro – un cazzo enorme, quasi deforme, lungo almeno venticinque centimetri, spesso come un polso, con nodi venosi che lo facevano pulsare come una bestia viva. La cappella viola e gonfia gocciolava già pre-sperma.
Iniziò con me. Mi girò a pancia in giù, abbassandomi i pantaloni e le mutande con mani esperte. Il mio culo era esposto, le chiappe pallide sotto il sole. Sputò sulla fessura, sfregando la cappella contro l'ano stretto. 'Sempre un piacere, amico,' mormorò, e spinse. Il dolore sul video era evidente: il mio corpo si contrasse, ma ero incosciente. Il suo cazzo entrò piano, dilatandomi centimetro per centimetro, le vene che sfregavano le pareti interne. Grugnì, affondando fino alle palle pelose, poi iniziò a scoparmi con spinte lente e profonde, il bacino che sbatteva contro il mio culo. 'Cazzo, sei stretto ogni volta,' ansimava, accelerando. Mi teneva i fianchi, penetrandomi come un animale, il mostro che mi riempiva completamente. Dopo minuti di pompage ritmico, venne: riversò fiotti caldi dentro di me, il seme che colava fuori mentre si tirava indietro, lasciando il mio ano rosso e spalancato.
Poi passò a Marco. Lo girò sullo stomaco, lo stesso rituale: sputo, sfregamento, penetrazione. Il cazzo deforme entrò nel culo del mio amico con un suono umido, dilatandolo oltre il limite. Luca lo scopò più forte, le mani che gli strizzavano le chiappe, il corpo sudato che lo schiacciava. 'Prendilo, socio,' ringhiava, spingendo fino in fondo. Marco, nel video, emise un gemito incosciente mentre Luca lo inculava senza pietà, il ritmo che accelerava fino all'orgasmo: un altro carico di sperma che riempì l'ano di Marco, gocciolando sulle cosce.
Guardammo attoniti, i nostri cazzi duri nonostante l'orrore. 'Quel bastardo ci scopa ogni volta,' sussurrò Marco, la voce tremante. Copiammo il video su una chiavetta, giurando di affrontarlo. Ma il destino aveva altri piani. Il giorno dopo, mia moglie tornò a casa prima del previsto. Stavo cancellando i file dal computer quando lei entrò, con un'espressione furba. 'Tesoro, ho una sorpresa.' Mi porse il telefono: un messaggio da un numero sconosciuto, con il video allegato. 'L'ho ricevuto stamattina. Da Luca, immagino. Pensava di mandarlo a me per... chissà cosa. Ma ora so tutto.'
Il mio stomaco si strinse. Lei, con i suoi occhi duri e un sorriso crudele, mi fissò. 'Tradimento, eh? Ti fai scopare da un altro uomo mentre io sono a casa. Potrei lasciarti, rovinarti la vita.' Le lacrime mi salirono agli occhi – non era consensuale, era un incubo – ma lei alzò una mano. 'Oppure... accetti la mia punizione. Umiliazione pubblica, per pareggiare i conti. Non ti lascio, ma diventi mio, in ogni modo.' Annuii, terrorizzato e stranamente eccitato. Contattò Marco e la sua ragazza, e reclutò 'aiuto': cinque ragazzi giovani, muscolosi, tra cui il dottor Rossi, che accettò con un ghigno lascivo. 'Medicina alternativa,' disse.
La 'serata' fu organizzata in una villa isolata, noleggiata per l'occasione. Io e Marco arrivammo bendati, guidati dalle nostre donne. Ci legarono nudi a due cavalletti al centro della stanza, braccia e gambe spalancate, i culi esposti a un gruppo di una decina di persone: le mogli, Luca che rideva in un angolo, e i reclutati. La luce era fioca, l'aria carica di tensione erotica. Mia moglie annunciò: 'Ecco la punizione per i traditori. Si faranno inculare da tutti, davanti a noi.' Il pubblico – amici curiosi, vicini invitati – mormorò eccitato.
Iniziarono i ragazzi. Il primo, un ventenne atletico con un cazzo dritto e spesso, si posizionò dietro di me. Sputò sul mio ano ancora sensibile dal bruciore, e spinse dentro senza preavviso. 'Cazzo, è già lubrificato,' rise, affondando le sue otto pollici. Mi scopò con spinte secche, il bacino che sbatteva contro le mie chiappe, facendomi gemere di dolore e piacere forzato. Il pubblico applaudì mentre lui mi riempiva, il suo arnese che mi dilatava. Venne dentro, caldo e abbondante, tirandosi fuori con un pop umido.
Marco subì la stessa sorte accanto a me: un altro ragazzo lo penetrò, scopandogli il culo con vigore, le palle che schioccavano. 'Prendilo, frocio,' grugniva l'uomo, e Marco ansimava, il corpo che tremava. Cambiarono: il secondo reclutato, con un cazzo curvo e venoso, mi prese da dietro, spingendo piano ma profondo, colpendo la prostata fino a farmi indurire contro la mia volontà. Mi inculò ritmicamente, le mani che mi strizzavano i fianchi, fino a eiaculare fiotti nel mio retto.
Fu il turno del dottor Rossi. Si avvicinò a me, il suo camice slacciato che mostrava un corpo magro ma eccitato. Il suo cazzo era medio, ma spesso, con la cappella bulbosa. 'Tempo di una visita completa,' scherzò, sfregandolo contro la mia fessura gocciolante di sperma altrui. Entrò facile, grazie ai carichi precedenti, e iniziò a pompare con precisione medica: spinte lunghe, rotanti, che mi facevano vedere stelle. 'Senti come ti apro, eh? Niente più allergie,' ansimava, accelerando. Il pubblico rideva mentre mi scopava, il suo bacino che sbatteva, fino a quando non venne, aggiungendo il suo seme al mix appiccicoso nel mio culo.
Marco ebbe lo stesso: il dottore lo passò, poi un terzo ragazzo lo sfondò, un tipo con un arnese lungo e sottile che lo penetrò fino in fondo, scopandolo come un pistone. Gli altri reclutati seguirono: uno mi prese in bocca mentre un altro mi inculava, doppio assalto che mi fece soffocare e gemere. Sperma colava dal mio viso e dal culo, il corpo legato che pulsava. Luca si unì alla fine, il suo mostro deforme che mi dilaniò: entrò nel mio ano ormai lasso, spingendo con brutalità, le vene che sfregavano dolorosamente. 'Ora sai come ti ho marchiato,' ringhiò, venendo in fiotti enormi che mi riempirono fino a traboccare.
Stessa umiliazione per Marco: legato, inculato a turno, il culo che gocciolava sperma misto, il dottore e i ragazzi che lo usavano senza pietà. Le nostre mogli guardavano, eccitate, toccandosi mentre noi venivamo sfondati. Alla fine, ci slegarono, esausti, coperti di sudore e seme, il bruciore ora un inferno totale. Mia moglie mi baciò: 'Ora siamo pari. E continua così, o il video va online.' Marco e la sua ragazza annuirono, sigillando il nostro destino. Il segreto era fuori, ma l'energia – quel flusso di cazzi e umiliazione – ci aveva intrappolati in un ciclo erotico, proibito e irresistibile.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il mistero Ep. 5:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
